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Nell'Antico Testamento l'angelo era chiamato mal'ak, che voleva dire messaggero o ministro di Dio. I pittori cominciarono a raffigurare queste potenze spirituali con ali d'aquila perché l'aquila è l'uccello che vola più in alto, e quindi le sue ali sono le più adatte a simboleggiare il volo di chi fa la spola fra cielo e terra. Passò diverso tempo prima che Angelo diventasse nome proprio; perché all'inizio sembrava troppo impegnativo chiamare Angelo un bimbo che poi crescendo si poteva rivelare un demonio. Oggi invece Angelo, e il femminile Angela, è uno dei nomi italiani più diffusi. Sono più di un milione, senza contare gli Angiolo e le Angiola, tipici della Toscana. I diminutivi sono Angiolino, Angelino, Angiolina e Angelina. Il 2 ottobre, festa degli Angeli custodi, è l'onomastico più frequente per Angelo e Angela, ma chi ha un nome composto come Michelangelo lo festeggerà il 29 settembre quando si ricorda l'Arcangelo Michele. Le Angele italiane, che vogliono un loro onomastico specifico, possono scegliere fra due date: o il 27 gennaio, festa di Sant'Angela Merici fondatrice delle suore Orsoline, oppure il 4 gennaio quando si ricorda una delle maggiori mistiche di tutti i tempi, la beata Angela da Foligno.
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